Il nuovo MuseoMuseo delladella ModaModa a Palazzo Pitti aPitti a FirenzeFirenze
WORDS BY STAYINTREND – Foto di copertina credits: Ufficio stampa Gallerie degli Uffizi
Dal ‘700 a oggi, un percorso da 20 sale con gli abiti che hanno segnato ogni epoca
Per chi ama la moda c’è una nuova destinazione, il nuovissimo museo della Moda e del Costume a Palazzo Pitti, a Firenze. È stato chiuso per cinque anni, per una lunga ristrutturazione e un ri-allestimento che ha portato alla creazione di 20 sale, che abbracciano tutta la storia della moda dal Settecento ai giorni nostri.
Alcuni esempi di look da vedere assolutamente? Quelli in stile Belle Epoque o delle ‘flapper girls’ dei Roaring Twenties, l’abito da sposa del couturier Charles Frederick Worth (il primo nella storia della couture francese). Ma anche le mise di Catherine Donovan, la stilista che il New York Times ha definito la sarta della élite cittadina (vestì le famiglie celebri dei Goelet, gli Astor e i Vanderbilt).
All’interno c’è una selezione bellissima e molto curata, i cui capi sono stati selezionati tra 15.000 pezzi custoditi nell’archivio del Museo (a rotazione verranno cambiati per proporre sempre nuovi percorsi espositivi). Insomma una bella evoluzione, se si pensa che la galleria del Costume è stata aperta l’8 ottobre 1983 a Palazzo Pitti. Era uno spazio museale dedicato ai costumi di varie epoche, una novità mai vista prima in Italia. Per anni ha custodito capi della storia della moda, fino al 2019, quando ha chiuso i battenti per il restyling che possiamo vedere oggi.
Nell’allestimento gli abiti dialogano con i dipinti degli Uffizi
Un altra chicca riguarda l’allestimento: gli abiti sono esposti in dialogo con alcuni dipinti delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi. Ci sono i ritrattisti del Settecento e del primo Ottocento come Laurent Pecheux e Jean-Sébastien Rouillard, quelli dell’Ottocento come Tito Conti e Vittorio Corcos, fino all’avanguardia italiana con Alberto Burri.
Da vedere gli abiti in stile Impero (tra cui uno in crêpe di seta avorio, ornato da ricami in laminetta d’argento), quelli del periodo Restaurazione e i rari abiti da sposa ottocenteschi, tra cui un prezioso modello con strascico realizzato dal couturier Charles Frederick Worth.
Al Museo della Moda di Firenze anche abiti in stile Belle Epoque e gli iconici del ‘900
Poi le mise da sera e i modelli sfarzosissimi della Belle Epoque disegnati da Raphael Goudstikker (tra cui uno in chiffon giallo e verde della contessa Margaret Brinton White Savorgnan di Brazzà, con perline e cannucce di vetro. Infine, i primi del ‘900 con i modelli di Mariano Fortuny per Eleonora Duse e la veste da casa a kimono di Donna Franca Florio, dello stilista Jacques Doucet.
Poi il periodo più recente con gli abiti sgargianti e surrealisti di Elsa Schiaparelli, le creazioni del sarto delle dive Emilio Schubert (celebri i suoi capi per Gina Lollobrigida e Sophia Loren), la guaina nera firmata Jean Paul Gaultier e resa celebre da Madonna. Non manca l’allure da sogno della collezione di Gianfranco Ferré per Dior negli anni Novanta.
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