Focus sulla settimanasettimana della modamoda di Milano:Milano: i must dell’A/I 2025/26
WORDS BY STAYINTREND – Foto copertina credits Launchmetrics/Spotlight
Questo pezzo è stato scritto da un professionista e non con il supporto dell’IA
Tra 60 sfilate e oltre 100 eventi, ecco gli show da non perdere
Si sono spenti i riflettori sulla settimana della moda di Milano, che ha presentato tutte le novità per l’autunno/inverno 2025/26 con più di 60 sfilate e quasi un centinaio di eventi tra presentazioni, mostre e opening.
Fendi, i 100 anni della maison
Tra i tanti eventi va segnalata la sfilata di Fendi, con l’anniversario dei 100 anni festeggiato con uno show-tributo al primo secolo di storia, da quel lontano 1925 in cui Edoardo Fendi e Adele Casagrande fondarono la griffe a Roma.
Disegnata da Silvia Venturini Fendi (è la prima sfilata senza Kim Jones), la collezione esplora l’eleganza in stile Fendi, con dettagli preziosi, contrasti di texture, pelle ed effetti dégradé, volant e silhouette balloon.
Tra i capi iconici le bluse a palloncino e i pantaloni a gamba dritta.
E come non menzionare le dolls maxi-charms per le borse? Un vero tocco da fashion victim.
Debutto di David Koma da Blumarine e Lorenzo Serafini da Alberta Ferretti
C’è stato poi il debutto di David Koma da Blumarine. Il designer, nato il 4 Settembre del 1985 a Tbilisi, in Georgia, ha puntato tutto su pizzi, chiffon, seta e trasparenze. Un must i jeans, a vita bassissima, impreziositi da cinture con maxi fiori scintillanti, un elemento decorativo iconico Blumarine.
Debutto (applaudito) anche per Lorenzo Serafini, nuovo direttore creativo di Alberta Ferretti, ma era già nel gruppo Aeffe da 10 anni, alla guida del brand Philosophy. Ha riportato in passerella i classici del guardaroba Ferretti, tra cui gli abiti da sera iper eleganti.
Sempre applauditissimo il duo Miuccia Prada– Raf Simons, che con una riflessione sull’identità di genere ha riproposto una precisa idea di bellezza. Il gioco di contrasti è continuo, tra rigore sartoriale, volumi scultorei, drappeggi, abiti minimal con dettagli volutamente grezzi, come orli sfrangiati.
A chiudere la kermesse milanese come sempre Giorgio Armani, con un ritorno alle radici – i suoi must have in passerella hanno celebrato quell’eleganza sussurrata che tanto piace alle fan del marchio.
Ha guardato all’heritage anche Missoni, con la direzione di Alberto Caliri che si è focalizzata sulla maglieria resa moderna grazie a strategici giochi di sovrapposizioni.
Da Gucci, dopo l’addio di Sabato De Sarno, si è pensato di celebrare molti dei momenti iconici della griffe: dal sexy style di Tom Ford al massimalismo di Alessandro Michele fino alla raffinata eleganza targata De Sarno.
L’eleganza di Ermanno Scervino
Elegantissimo anche lo show di Ermanno Scervino, con corsetti, gonne a matita decorate di cristalli, sottovesti di seta.
Diesel e Dolce&Gabbana
Tra gli show più Instagrammati quello di Diesel, in un set d’eccezione: una grossa scultura gonfiabile interamente decorata da oltre 7000 artisti, e di Dolce & Gabbana, dove allo spazio Metropol in via Piave le modelle sono uscite per strada per raggiungere il Dj set di Victoria De Angelis, la bassista dei Maneskin.
Da Moschino, invece, Adrian Appiolaza ha lanciato un messaggio ecologista con borse simili a sacchetti della spazzatura e t-shirt con stampe provocatorie.
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