haute couture Parigina si rinnova

Successioni, debutti e spettacolo: l’haute couture Parigina si rinnova

Scritto da Marianna Caporali – Foto di copertina Dior Haute Couture SS26 –  Credits Launchmetrics/Spotlight.
Questo pezzo è stato scritto da un professionista e senza il supporto dell’IA

La settimana dell’alta moda a Parigi si appena conclusa, scoppiettante di novità. Mai come per questa stagione, la primavera estate 2026, Parigi è stata sotto i riflettori, tante le novità, i debutti, i passaggi di testimone per maison importantissime, come Dior, Chanel, Armani. Tanto attesa anche la sfilata alta moda di Valentino, dove Alessandro Michele ha messo in scena uno spettacolo straordinario, proprio a pochi giorni dalla scomparsa del fondatore della maison italiana. Custode dell’eredità di Valentino Garavani, Michele ha costruito uno spettacolo di rara potenza emotiva, in cui memoria e innovazione si sono intrecciate in un racconto teatrale e visionario, dove gli abiti sono stati protagonisti come singole, straordinarie creazioni.

Silvana Armani raccoglie l’eredità di Giorgio Armani e trasforma l’alta moda in poesia cromatica scegliendo il verde della giada come filo conduttore della collezione

La nipote di Giorgio Armani, Silvana, ha disegnato la collezione di alta moda Armani Privé, la prima dopo la scomparsa del fondatore, scegliendo di continuare lo stile dello zio, ma proponendo una visione più delicata e femminile della donna.
Molti i pantaloni, indossati con scarpe basse, look da cocktail più informali e rilassati che si alternano ad abiti da sera, con corsetti strutturati e preziosi.
A fare da filo conduttore, il verde giada, declinato in diverse delicatissime sfumature chiarissime. La pietra della giada, simbolo di equilibrio, armonia, longevità e nobiltà morale. La sfilata chiude con l’abito da sposa, bianco, accollato, preziosissimo, l’ultima creazione alta moda di re Giorgio e l’unico capo da lui disegnato di questa collezione.

Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Armani Privé - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight

La prima collezione di alta moda di Jonathan Anderson per Dior, i codici stilistici di Dior nella sua visione profondamente contemporanea

Jonathan Anderson mette in scena una sfilata rileggendo gli elementi distintivi della moda di Christina Dior, nella sua visione super contemporanea. Ritroviamo tutti i codici stilistici di Dior, ruches, fiocchi, drappeggi, la palette cromatica amata dal fondatore con tante sfumature di rosa, il verde, il bianco dei mughetti, il grigio della pietra, le gonne a corolla, ma soprattutto il giardino con la sua grande varietà di fiori, tanto amati da Christian Dior. Qui i volumi sono stravolti reinventati, alcune delle classiche strutture dei capi esplodono in una torsione emotiva, quasi avvitati sul proprio asse e avvolgono il corpo delle modelle come sculture. Tantissimi i richiami botanici: dai tralci di fiori che si arrampicano dalle spalle alla testa, gli orecchini enormi fatti di petali colorati, le scarpe e le borse decorate con tanti fiori applicati, ma anche le strutture stesse di gonne e corpetti che richiamano le forme dei boccioli e delle foglie.
La costruzione sartoriale, i ricami, le decorazioni 3d sono frutto di un lavoro di alta artigianalità proponendo una moda alternativa, ma preziosa e emozionante.

Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Christian Dior Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight

Matthieu Blazy firma per Chanel una haute couture sospesa tra fiaba e sogno: un bosco incantato di funghi monumentali e salici rosa, omaggio alla magia di Disney e celebrazione della leggerezza come nuovo linguaggio dell’eleganza

Anche per Blazy si tratta di un debutto nell’haute couture, segnando una svolta per la prestigiosa maison francese. La collezione haute couture di Chanel va in scena al Grand Palais con un allestimento grandioso, che richiama un bosco incantato, fatto di salici piangenti rosa, funghi giganti colorati e giocosi. La sfilata si apre con un tailleur color nude, trasparente e leggerissimo. La leggerezza è il filo conduttore della sfilata, i tessuti trasparenti, impalpabili e leggerissimi, le piume e la leggerezza degli uccelli che si librano nell’aria simulati nei dettagli. Perfino l’iconica borsa 2.55 è realizzata in leggerissimo chiffon.
Una collezione che ha diviso la critica; preziosi i ricami ma forme forse un po’ troppo semplici e quotidiane per essere alta moda, alternate a silhoutte non troppo valorizzanti del corpo femminile dove molti dei codici distintivi della maison faticano ad emergere.

Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Chanel Haute Couture - PE2026 - Credits Launchmetrics/Spotlight

Sfilata di Valentino: una messa in scena colta e stratificata in cui la couture diventa strumento di indagine sul tempo, sul mito e sull’identità della Maison.

Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight

Infine, la Maison Valentino che ha presentato la collezione Primavera-Estate 2026, intitolata Specula Mundi, un tributo al cinema e alla riflessione sullo sguardo nel mondo contemporaneo.
Lo spettacolo si è aperto con la voce registrata di Valentino Garavani, che raccontava la sua passione per il grande schermo, dando tono a una narrazione teatrale e meditativa dell’intero défilé.
Il setting ricreava un Kaiserpanorama ottocentesco, replicato in più elementi. Si tratta di una struttura circolare con piccoli visori, attraverso cui gli ospiti osservavano le modelle: un’esperienza lenta e concentrata, lontana dal tradizionale catwalk.
Le creazioni di Michele attingono alla grandezza dell’Old Hollywood, con silhouette opulente, piume, ricami e colori che evocano divismo e mito.
Non è stato reso pubblico un numero ufficiale di look, ma la presentazione ha coperto un vasto spettro di haute couture, ciascuna pensata come visione da contemplare.
Il direttore creativo ha dichiarato di voler collocare la moda “come specchio del mondo”, fondendo riferimenti storici, cinematografici e artigianalità estrema.
Dal punto di vista estetico, gli abiti incarnano un equilibrio tra eredità di Valentino Garavani e la poetica contemporanea di Michele, con tagli netti, drappeggi scultorei e dettagli iconici.

Una collezione di alta moda e uno spettacolo grandioso e teatrale allo stesso tempo, che colpisce emotivamente lo spettatore e invita ad una meditazione sul tempo e sulla memoria.
Specula Mundi emerge dunque come una sfilata dal forte impatto concettuale, dove artigianato e riflessione culturale si fondono in un’esperienza multisensoriale.

Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
Valentino Haute Couture SS26 - Credits Launchmetrics/Spotlight
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