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Addio a Valentino, maestro di eleganza, imperatore dell’alta moda

Scritto da Martina Gasparri – Foto di copertina Valentino gennaio 2028-  Credits Alamy.
Questo pezzo è stato scritto da un professionista e senza il supporto dell’IA

«Ho sempre considerato il mio lavoro come quello di uno scrittore che negli anni racconta solo una storia, quella del suo stile, del quale ogni collezione rappresenta un capitolo. Con tutte le sue emozioni, le sue idee, i suoi motivi. L’aspetto esterno delle cose, il look, può cambiare, ma i protagonisti restano gli stessi, esattamente come le persone e le emozioni che mi hanno sempre ispirato e continuano a ispirarmi»

Valentino Garavani è scomparso nella sua residenza romana il 19 gennaio scorso, all’età di 93 anni. Valentino è stato uno dei più grandi stilisti italiani di tutti i tempi, simbolo internazionale di eleganza, lusso e raffinatezza. 
Fin da giovane ha mostrato una forte passione per la moda, che lo ha portato a compiere i primi passi a Parigi, al tempo capitale indiscussa dell’haute couture, dove apprese tecniche di alta sartoria fondamentali per la formazione del suo stile sofisticato e rigoroso, prima di fare ritorno a Roma, dove decise di fondare il suo laboratorio di sartoria, in via Condotti.
L’incontro con Giancarlo Giammetti, suo compagno di vita e di lavoro, è stata la svolta. Valentino era creativo, Giancarlo aveva un intuito per gli affari e la comunicazione. Questo portò la Maison Valentino al successo.

Gli esordi

L’esordio sulle passerelle avvenne a Palazzo Pitti nel 1962, con conseguente consacrazione della stampa internazionale che ne riconobbe immediatamente il talento. Sfilò per ultimo, ma fu quello che ottenne maggiore riconoscimento. La sua collezione, dominata da contrasti tra bianco e nero e dall’armonia geometrica delle forme, già anticipava i tratti distintivi dello stile di Valentino, caratterizzato dal rigore sartoriale e dalla purezza delle linee. 
Il resto è storia.
Rimasto alla direzione creativa fino al ritiro dalle scene nel 2007, ha regalato al mondo collezioni inimitabili, fatte di eleganza, dettagli, lusso e femminilità mai eccessiva.
Incoronato come l’Imperatore della moda per la visione, la cura maniacale di ogni dettaglio, l’estetica e la longevità, questo appellativo gli è rimasto cucito addosso durante tutta la sua carriera e oltre. 

Il Rosso Valentino

Da grande genio quale era, fu il primo stilista a creare una tonalità rappresentativa del suo brand, uan sfumatura di rosso che porta ancora il suo nome: rosso Valentino.
Durante un soggiorno a Barcellona negli anni Sessanta, mentre si trovava all’Opera, i suoi occhi furto catturati da una donna vestita di tulle rosso in platea.
Fu lì che ne capì il potenziale e fu da lì nacque la sua intuizione, facendo diventare il Rosso Valentino rapidamente uno degli elementi più iconici dell’alta moda e segno distintivo del suo brand.
Infatti, questo colore è tutt’ora una costante della maison che attraversa le epoche e resiste ai cambi alla direzione creativa, restando un punto fermo di Valentino.
Perché il rosso per Valentino, era quel colore che attirava immediatamente lo sguardo, capace di esprimere eleganza, sensualità, passione, forza e sicurezza in sé stessi.
Sebbene non sia mai stato dichiarato ufficialmente, il Rosso Valentino potrebbe identificarsi con il Pantone 2035C.

Valentino e Roma: 45 anni di stile e la celebrazione all’Ara Pacis

Valentino e Roma, un connubio durato oltre 45 anni. Non solo Roma è stata la residenza principale dello stilista, ma è a Roma che Valentino stabilì il suo quartier generale. E fu proprio Roma a celebrare la sua grandezza con l’indimenticabile mostra all’Aara Pacis.
La mostra che fu allestita all’interno dell’Ara Pacis è stato uno dei momenti più importanti della carriera della stilista. L’evento celebrò il talento e l’indiscussa fama mondiale di Valentino, creando una retrospettiva cronologica delle sue più belle creazioni, tutte rigorosamente in Rosso Valentino. Gli abiti furono esposti sul 300 manichini appositamente realizzati, ed erano visibili non solo ai visitatori, ma anche ai passanti all’esterno del museo, andando ad accentuare quel legame che univa Valentino alla Città Eterna.

Valentino: il couturier delle dive e gli abiti più iconici disegnati dallo stilista

Nel corso della sua carriera, Valentino ha vestito alcune delle donne più belle e potenti del mondo.
Dalle icone del Novecento come Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor e Sophia Loren, fino celebrità contemporanee e alle principesse delle case reali più prestigiose d’Europa.
Indimenticabile l’abito per il secondo matrimonio di Jacqueline Kennedy.
L’ex First Lady scelse Valentino per le seconde nozze e nello specifico un abito facente parte della collezione Bianca per il suo matrimonio con Aristotele Onassis.
La parte superiore era formata da una blusa a collo alto in pizzo, tono su tono, mentre la parte inferiore era composta da una gonna a pieghe crêpe georgette écru.

L’abito da sposa di Claudia Schiffer
Il modello aveva uno stile romantico, con maniche lunghe e spalle scoperte, tutto in pizzo. Il velo aveva il bordo in merletto.

L’abito da sposa di Anne Hathaway
Anche questo era un modello romantico, in tulle e dai volumi principeschi, con applicazioni di micro-boccioli e in parte dipinto a mano in una delicata tonalità di rosa.

Le creazioni per i red carpet delle celebrità
Valentino ha disegnato anche numerosi abiti per i red carpet di moltissime celebrità.
Tra questi, ricordiamo Scarlett Johansson ai Golden Globe del 2006, Natalia Vodianova per l’evento di raccolta fondi della Naked Heart Foundation e Sharon Stone al Festival di Cannes nel 1995.
Le star che hanno indossato invece le creazioni di Valentino agli Oscar sono molteplici. Da Sophia Loren, nel 1991, che si presentò con un abito in paillettes a
Julia Roberts alla notte degli Oscar nel 2001, quando indossò un modello vintage proveniente dalla collezione Haute Couture del 1992.
Jennifer Lopez per gli Oscar del 2003 indossò un peplo ispirato a quello che Jackie Kennedy mise in occasione di una visita in Cambogia nel 1967.

Valentino e il cinema

Oltre ad aver vestito stelle che hanno fatto la storia, ha anche creato abiti per alcune fra le pellicole più famose. Audrey Hepburn, in Charade indossò un completo da après-ski firmato Valentino.
Monica Vitti indossò un abito da cocktail nero in La notte di Michelangelo Antonioni.

Valentina amava il cinema e si prestato addirittura per interpretare sè stesso ne Il Diavolo Veste Prada, un cameo di pochi secondi ma che rimasto nella memori acollettiva.

Le sfilate più memorabili di Valentino

Quasi tutte le sfilate di Valentino sono state memorabili e degne di nota, specialmente quelle di alta moda. Alcune però hanno lasciato letteralmente il segno nel modo del fashion.

La collezione Bianca (1968)

La collezione era composta interamente da abiti lunghi da sera, giacche bordate in pizzo e perle, drappeggi delicati e tagli puliti, tutti nelle varie sfumature del bianco: dall’ottico, all’avorio, dal color panna fino al beige.
Lo stilista scelse il bianco come “non colore”, simbolo di purezza e eleganza senza tempo, andando controcorrente rispetto alla moda del tempo, dominata da colori psichedelici, vivaci ed audaci.
La stampa di moda statunitense la definì “abbagliante” e questo fu uno dei momenti chiave che catturò l’attenzione internazionale e lo consolidarono come protagonista dell’haute couture mondiale.

Haute Couture Autunno/Inverno 1988/1989
Una collezione per omaggiare l’architetto della Wiener Werkstätte, Joseph Hoffamann.
Non fu l’unica collezione ispirata dal mondo dell’arte, ma, senza dubbio, fu una delle più memorabili.
Abiti da sera decorati da segni geometrici, giacche, coat con richiami alle opere di Klimt, di Franz Winterhalter e all’arte rinascimentale.

Haute Couture Autunno Inverno 2007 2008
Questa collezione era composta da vere e proprie opere d’arte di alta sartoria, con dettagli mozzafiato che evocavano un fascino d’altri tempi a cui si aggiungeva un tocco di teatralità: tessuti e applicazioni scintillanti, rouches morbide e decorazioni elaborate a rendere il tutto sofisticato.
Vaporosi strati di organza si alternavano alla lucentezza dei tessuti in lamé.
Tra i pezzi pregiati della collezione, la cappa composta da dischi di organza sovrapposti l’un l’altra che creano un effetto “a pagina di giornale”.

L’ultima sfilata come direttore creativo nel 2007
Con questa collezione si concluse la carriera di Valentino come direttore creativo della sua Maison. Per omaggiarlo, la sfilata si concluse con una sequenza di modelle in abiti rosso Valentino tutti uguali: lunghi e con le spalline asimmetriche per celebrare il grande stilista e la sua immensa carriera.

Valentino ha sempre difeso un’idea di bellezza armoniosa e senza tempo, lontana dalle mode passeggere, consacrandolo come uno degli stilisti più influenti nel panorama della moda internazionale. Il suo stile si distingue per l’amore per la tradizione sartoriale italiana, l’uso di tessuti preziosi e una visione della moda come forma d’arte.
Valentino Garavani non è stato solo uno stilista, ma un vero maestro di eleganza, capace di trasformare l’abito in un’espressione di stile, cultura e identità italiana. Valentino è rimasto nel tempo fedele a sè stesso e a al suo lavoro, si è occupato sempre e solo di moda, non esprimendo mai la sua opinione su qualcos’altro che non riguardasse il suo lavoro e le sue creazioni. Distaccato e poco incline a rilasciare interviste, spesso imitato, la sua figura è destinata a diventare una vera e propria leggenda della moda.
Addio Valentino! ti abbiamo amato e ci mancherai…